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A Piolo un viaggio poetico tra un mondo di presepi e la memoria contadina

C’è un luogo, sull’Appennino reggiano, dove il mondo sembra essersi dato appuntamento in silenzio. Non servono mappe né passaporti: basta entrare a Piolo di Ventasso e lasciarsi guidare dallo sguardo dolce e sorridente di Elena Turci, custode di una collezione che è insieme arte, memoria e rinascita. Qui “vivono” oltre cinquecento presepi artigianali, arrivati da più di cento Paesi, ciascuno con la propria storia, le proprie ferite, la propria bellezza.
La collezione è ospitata in un antico fienile, acquistato e restaurato con pazienza dalla stessa curatrice, che lo ha trasformato in uno spazio accogliente e suggestivo. Un luogo semplice e autentico, in dialogo naturale con ciò che custodisce: Natività provenienti da ogni angolo della terra, affiancate da oggetti della tradizione contadina della montagna reggiana, strumenti e testimonianze di una civiltà rurale che racconta la stessa idea di attesa, lavoro e comunità.

Elena Turci, originaria di Rio Saliceto e residente a Piolo dal 2019, mamma di quattro figli, laureata in Lettere moderne e da oltre trent’anni bibliotecaria alla Panizzi di Reggio Emilia, non ama definirsi collezionista. Preferisce parlare di accoglienza. Perché i suoi presepi non sono semplici oggetti: sono vite che tornano a farsi vedere. Tutto comincia da lontano, dall’infanzia, davanti all’antico presepe della famiglia del padre Benito. Il gesto più atteso era sempre lo stesso: poter posare la statuina di Gesù Bambino. Quel piccolo volto di gesso dagli occhi limpidi è diventato il primo tassello di una storia che oggi conta centinaia di Natività, tutte rigorosamente artigianali, spesso antiche, molte assolutamente uniche.
“Ogni presepe – racconta Elena Turci – è arrivato a Piolo dopo un viaggio, a volte lungo e accidentato. Provengono da privati che non se ne occupavano più o che hanno scelto di affidarli a chi sapesse ascoltarli. Come me, stanno vivendo una seconda vita”.

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Alcuni arrivano integri, altri no. E così, accanto alla passione, è nata anche una nuova competenza: il restauro. Quello più semplice lo affronta da sola. Per gli interventi più delicati si affida a due amiche professioniste, Daniela Felisetti di Reggio Emilia e Simona Ilari di Vezzano sul Crostolo. La ricerca dei presepi è quotidiana e silenziosa: mercatini, aste online, annunci da valutare uno ad uno, con grande attenzione, perché le risorse sono scarse.

Il fienile restaurato è stato inaugurato l’8 dicembre scorso alla presenza del sindaco di Ventasso, Enrico Ferretti, dell’assessore alla Cultura, Franco Baccini, del consigliere Alessandro Tacchini e del presidente della Municipalità di Ligonchio, Franco Venturi. L’evento ha radunato visitatori da tutta la provincia reggiana, confermando l’interesse e l’affetto intorno a questo progetto culturale così particolare.

Dal Natale 2019 la collezione di Elena Turci ha iniziato anche a viaggiare fuori casa, incontrando il pubblico in chiese, negozi e sale espositive, da Ligonchio a Castelnovo ne’ Monti, chiesa di San Girolamo a Reggio Emilia, San Martino in Rio, Salvarano di Quattro Castella, fino a Rovereto, Arco (Trento), Padova, Cremona e Sarteano (Siena). Ovunque, lo stesso stupore. Accanto a lei, nelle esposizioni, una piccola comunità fatta di famiglia e amici: il cugino Carlo Turci, le figlie, alcuni amici e vicini. Un lavoro corale, come lo sono da sempre i presepi.

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Il filo che tiene tutto insieme è la nascita. “Essere madre di quattro figli – sottolinea – rende questo tema centrale. Ogni Natività parla di fragilità, attesa e rinascita. E forse è per questo che questi presepi sembrano così vivi”. L’esposizione è sempre visitabile su appuntamento, in uno spazio privo di barriere architettoniche, con ingresso gratuito e possibilità di lasciare una donazione. Un’ora basta per attraversare continenti e tradizioni, ma soprattutto per entrare in un racconto fatto di cura, ascolto e radici.

La vita della collezione continua anche online, attraverso il sito web “lenativitadielena” e il profilo Instagram “Le natività di Elena”. Turci è inoltre socia e collaboratrice dell’Associazione Italiana Amici del Presepio. In un tempo che corre veloce, nel fienile di Piolo i presepi insegnano a fermarsi e lasciarsi abbracciare da storie di arte e vita. E a ricordare che, ovunque si nasca, c’è sempre una capanna – o un fienile – pronta ad accogliere.

 

 

 

(6 aprile 2026)

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