di Redazione Reggio Emilia
La Digos ha disposto accertamenti dopo che a Reggio Emilia, si è tenuto il concerto del gruppo di trapper a volto coperto P38 che rievoca le Brigate Rosse. Il reato ipotizzato è apologia di reato. Indagato anche il presidente del circolo Arci che ha ospitato il concerto in città.
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Gli esposti sono stati depositati in Procura e, scrive Il Fatto Quotidiano, ci sarebbe all’orizzonte una denuncia dalla primogenita di Aldo Moro. Il gruppo P38 si è esibito a Reggio Emilia lo scorso 1° maggio, dopo concerti tenuti a Bologna e a Pescara il 25 aprile. Il presidente del circolo ARCI, scrive ancora il quotidiano, ha ricevuto un avviso di garanzia per istigazione a delinquere. Sono invece da identificare i membri del gruppo, che si esibiscono a volto coperto e indossano un passamontagna bianco autodefinendosi “trapper brigatisti”. Tra i titoli “Zitto Zitto pagami il riscatto, zitto zitto sei su una R4…”, il cui riferimento storico sembra chiarissimo a chi voglia leggerlo.
Il presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini interpellato sulla questione dalla stampa locale si è detto “indignato e disgustato”; ha poi aggiunto di avere “visto le immagini e letto alcuni testi che inneggiano alle peggiori pagine della nostra storia repubblicana, alla violenza brigatista, al rapimento e all’uccisione di Aldo Moro. Soprattutto in questa terra che ha pagato un altissimo tributo di sangue al terrorismo”.
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(9 maggio 2022)
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