Pubblicità
HomeAppennino ReggianoUsi civici e ASBUC: il Comune di Ventasso fa chiarezza sulla normativa

Usi civici e ASBUC: il Comune di Ventasso fa chiarezza sulla normativa

Negli ultimi mesi il tema degli usi civici e delle Amministrazioni Separate dei Beni di Uso Civico (ASBUC) è tornato al centro del dibattito pubblico, anche a seguito di alcune interpretazioni diffuse sul territorio riguardo ai rapporti tra ASBUC, Comuni e Regione.
Per questo motivo, il Comune di Ventasso ritiene opportuno fornire ai cittadini alcuni chiarimenti sulla base della normativa vigente e della recente nota ufficiale trasmessa dalla Regione Emilia-Romagna, che ha approfondito in maniera dettagliata la disciplina applicabile agli usi civici e alle ASBUC.

I beni di uso civico appartengono alle comunità locali

I beni gravati da uso civico rappresentano un patrimonio collettivo di grande valore storico, ambientale e sociale. Boschi, pascoli, terreni e altre proprietà collettive appartengono alle comunità locali e devono essere amministrati nell’interesse delle generazioni presenti e future. La Regione Emilia-Romagna ricorda che tali beni appartengono in proprietà collettiva alle popolazioni interessate e che la loro tutela costituisce un interesse pubblico riconosciuto dalla legge.

LEGGI ANCHE

Ruba su un auto la carta di credito e tenta prelievo all’ATM: gli va male. 20enne denunciato

Approfittando di un momento di distrazione della vittima, si sarebbe impossessato della carta di credito custodita all'interno di...

Le ASBUC non sono enti totalmente autonomi

Uno degli aspetti che ha generato maggiore confusione riguarda la natura giuridica delle ASBUC. La Regione ha chiarito che le Amministrazioni Separate dei Beni di Uso Civico rappresentano lo strumento attraverso il quale il Comune provvede alla gestione separata dei beni del demanio civico frazionale, secondo quanto previsto dalla normativa vigente.
Le ASBUC dispongono certamente di autonomia organizzativa e funzionale, ma non possono essere considerate soggetti completamente indipendenti dal sistema istituzionale. La stessa Regione precisa, infatti, che esse non sono totalmente svincolate da forme di coordinamento e controllo pubblico e che continuano a operare all’interno del quadro normativo previsto dalla legislazione statale e regionale.

ASBUC ed enti esponenziali: una distinzione importante

La Regione Emilia-Romagna evidenzia la necessità di distinguere tra le ASBUC e gli enti esponenziali delle collettività titolari dei diritti di uso civico. La normativa nazionale prevede infatti discipline differenti per le diverse forme di gestione dei beni collettivi. In particolare, la nota regionale chiarisce che le ASBUC non sono dotate di autonoma soggettività giuridica e operano nell’ambito dell’amministrazione separata prevista dalla legge.

La legge del 2017 non ha eliminato il ruolo dei Comuni

Tra le interpretazioni più diffuse, vi è quella secondo cui la legge nazionale n. 168 del 2017 avrebbe reso le ASBUC enti privati completamente autonomi, sottraendoli al ruolo dei Comuni e della Regione. La nota regionale chiarisce invece che la legge 168/2017 non ha modificato i principi fondamentali che regolano gli usi civici e non ha eliminato le funzioni attribuite agli enti pubblici dalla normativa vigente. La legge valorizza certamente il ruolo delle comunità locali e favorisce la gestione collettiva dei beni, ma non determina la scomparsa dei poteri di vigilanza e controllo previsti dall’ordinamento.

LEGGI ANCHE

Ventasso aderisce alla “Rottamazione Quinquies”: opportunità per regolarizzare i debiti e recuperare risorse per il Comune

Il Consiglio Comunale di Ventasso, nella seduta dell'11 giugno scorso, ha approvato l'adesione alla cosiddetta “Rottamazione Quinquies”. Una...

Il Comune mantiene compiti di vigilanza

La Regione conferma espressamente che le funzioni amministrative di vigilanza sui beni di uso civico continuano ad essere attribuite ai Comuni. Si tratta di una funzione prevista dalla normativa statale e dai principi costituzionali, finalizzata a garantire che il patrimonio collettivo venga amministrato correttamente e nell’interesse della collettività. Questo significa che il Comune non è un soggetto estraneo alla gestione dei beni di uso civico, ma mantiene specifiche responsabilità istituzionali a tutela dei cittadini e del patrimonio collettivo.

Gli atti diventano esecutivi dal giorno della loro pubblicazione all’Albo Pretorio del Comune

Un altro chiarimento importante riguarda la trasparenza amministrativa. La normativa regionale prevede che gli atti adottati dagli enti e dagli organismi che amministrano beni di uso civico siano pubblicati all’Albo Pretorio del Comune competente. Gli stessi atti degli organismi che amministrano i beni di uso civico acquistano efficacia solo dopo la pubblicazione all’Albo Pretorio comunale. La pubblicazione non rappresenta un’ingerenza dell’ente locale, ma uno strumento di trasparenza che consente ai cittadini di conoscere le decisioni assunte e garantisce la piena efficacia degli atti stessi.

Le elezioni dei Comitati seguono procedure precise

La Regione ha inoltre ribadito che l’elezione dei Comitati di amministrazione delle ASBUC deve svolgersi secondo le procedure previste dalla legge regionale. La convocazione del corpo elettorale e l’organizzazione delle consultazioni avvengono attraverso specifici atti dell’Unione dei Comuni montani competente, con il coinvolgimento del Comune per le attività organizzative previste dalla normativa. Si tratta quindi di procedure disciplinate dalla legge e non di percorsi autonomamente definiti dai singoli organismi.

Nessun vuoto amministrativo

La nota regionale smentisce inoltre l’idea che, in assenza di regolamenti o di Comitati eletti, l’attività amministrativa delle ASBUC sia bloccata o che gli atti adottati siano automaticamente nulli. La normativa prevede infatti strumenti che consentono la continuità amministrativa e la regolare gestione dei beni collettivi anche in situazioni particolari.

Un patrimonio da tutelare insieme

L’Amministrazione comunale ritiene che il patrimonio degli usi civici rappresenti una risorsa fondamentale per il territorio e per le comunità locali. Proprio per questo motivo è importante che il confronto pubblico avvenga sulla base di informazioni corrette e di una lettura puntuale delle norme, evitando interpretazioni che rischiano di generare confusione tra i cittadini o di delegittimare il ruolo delle istituzioni chiamate dalla legge a svolgere funzioni di tutela, vigilanza e garanzia. L’obiettivo comune deve rimanere quello di valorizzare e preservare un patrimonio che appartiene alle comunità locali, nel rispetto delle regole previste dall’ordinamento e nell’interesse delle generazioni future.
La Regione Emilia-Romagna ha, quindi, ritenuto necessario intervenire con ulteriori chiarimenti proprio per evitare interpretazioni fuorvianti della normativa e per scongiurare il rischio di una delegittimazione del ruolo dei Comuni e delle altre istituzioni pubbliche coinvolte nella gestione e nella vigilanza dei beni di uso civico.

Pubblicata integralmente la nota ricevuta dal Comune di Ventasso a beneficio di lettrici e lettori.

 

(24 giugno 2026)

©castellaranonotizie.it 2026 – diritti riservati, riproduzione vietata