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Bologna, spaccio nell’attività commerciale in zona Bolognina: arrestato il titolare

La Polizia di Stato di Bologna, con l’intervento di personale della Squadra Mobile, ha arrestato il 18 febbraio un soggetto nigeriano del ’91, titolare di un’attività commerciale in via N. Dall’Arca. Lo scrive Gaiaitalia.com Notizie.
L’uomo è proprietario di un internet point, sito in via Dall’Arca nr. 23/b all’interno del quale offre diversi servizi, tra le quali attività di money transfer con l’estero, avendo come principali clienti proprio cittadini nigeriani, come sottolinea Sassuolonotizie.it che riprende la notizia.

L’Autorità giudiziaria ha convalidato l’arresto dell’uomo che è stato collocato presso la locale Casa Circondariale in attesa dell’udienza di convalid; l’attività commerciale è stata posta sotto sequestro con l’apposizione di appositi sigilli. Nel mentre sono in corso ulteriori indagini.

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Da fonti consultate durante le indagini emergeva che l’attività risulta una sede ufficiale per rilasciare il certificato nigeriano chiamato “NIN” (Numero identificativo Nigeriano): il NIN è un codice univoco di 11 cifre, documento ufficiale dello Stato della Nigeria che risulta essere indispensabile per identificare i cittadini nigeriani, ancorché residenti all’estero; serve, infatti, per operazioni essenziali in Nigeria, quali emissione del passaporto, rilascio della patente di guida, per poter registrare SIM card ed altre pratiche. L’uomo, sfruttando la copertura dell’attività commerciale e la conseguente posizione all’interno della comunità nigeriana, vendeva dosi di sostanza stupefacente proprio all’interno del negozio. Droga che, dalle prime indagini, risulterebbe essere shaboo, pericolosissima droga proveniente dall’Asia.

Va sottolineato che l’attività dell’uomo permetteva allo stesso un controllo capillare anche della vita privata dei suoi concittadini. La Nigeria è infatti uno dei pochi paesi al mondo in cui le leggi promulgate ad Abuja possono colpire i nigeriani anche se vivono all’estero, proibendo ogni attività che sia proibita anche in patria.

 

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(19 febbraio 2026)

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