Dal maggio 2024, era sottoposto alla misura alternativa dell’affidamento in prova ai servizi sociali con ordinanza del tribunale di Sorveglianza di Napoli del 16 aprile 2024 in riferimento al provvedimento di cumulo pene del 26 giugno 2024, con fine pena al 10 novembre 2028, per reati contro il patrimonio commessi in Campania.
Lui, un 52enne napoletano, domiciliato nel reggiano, lo scorso agosto del 2024, a Marigliano in provincia di Napoli, violava l’attuale misura, rendendosi responsabile del reato di concorso in estorsione aggravata, mediante minaccia, consistita nel rappresentare alla vittima, che, per poter rientrare in possesso della sua auto, precedentemente sottrattagli, avrebbe dovuto consegnare la somma di 22000 euro.
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Il classico “cavallo di ritorno” a seguito del quale il l 52enne, veniva arrestato in flagranza di reato, dai carabinieri e poi sottoposto alla misura degli arresti domiciliari in sostituzione della custodia carceraria, con provvedimento del GIP del Tribunale di Nola del 17 dicembre 2024. Il 14 gennaio scorso, l’Ufficio di Sorveglianza di Napoli, in relazione alla violazione, rilevando che il 52enne, commetteva il reato di estorsione durante la misura alternativa dell’affidamento in prova, ritenendo venute meno le condizioni, sospendeva la misura alternativa in corso, disponendo l’accompagnamento in carcere.
Il provvedimento, giunto ai carabinieri di Bagnolo in Piano, è stato quindi eseguito ieri mattina, con i militari che hanno condotto in carcere il 52enne.
Il comunicato stampa ricevuto in redazione è pubblicato integralmente.
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