di Giovanna Di Rosa #Lopinione twitter@gaiaitaliacom #Femminicidio

 

C’era un tizio che amava la sua donna così tanto che era persino disposto ad ammazzarla, pur che non fosse di qualcun altro. Una ben strana forma d’amore, direte voi. Ricorda un poi la compassione di certe religioni che pur di salvarvi per l’eternità sono disposte a bruciarvi vivi, tagliarvi la testa o impiccarvi: certo per salvarvi la vita.

Dopo il femminicidio il tizio che amava così tanto la sua donna da averla ammazzata perché non fosse di nessun altro, finiva anche in galera, perché ci si illude sempre che ci sia una giustizia vera, giusta, mica come quella che ci vorremmo fare da soli. E c’abbiam costruito anche le sbarre attorno, così che sembri vera.

E quindi veniva una sentenza che decretava l’assoluzione del tizio che amava la sua donna così tanto da averla persino ammazzata perché il tizio è malato. Bella scoperta. Una malattia descritta in poche righe: “Il delirio di gelosia è una patologia”, e siccome è una patologia, chi uccide viene assolto. Poi però si spiegava anche il resto. Per me che sono cretina.

Appare necessario anche ai fini di una corretta informazione, in attesa della stesura della motivazione della sentenza, tenere doverosamente distinti i profili del movente di gelosia, ben noto alla Corte d’Assise di Brescia che proprio in ragione di tale concezione distorta del rapporto di coppia nel recente passato ha emesso in due occasioni la pena dell’ergastolo, dal delirio di gelosia, quale situazione patologica da cui consegue una radicale disconnessione dalla realtà, tale da comportare uno stato di infermità che esclude, in ragione di un elementare principio di civiltà giuridica, l’imputabilità».

Ecco, in poche righe, riassunto il destino di una donna morta ammazzata che credeva fosse amore invece era schiavitù, un’idea di schiavitù radicata così profondamente che se non puoi essere solo mia ti ammazzo. Succedeva così agli schiavi deportati dall’Africa per il benessere dei ricchi bianchi WASP che ancor’oggi vivono rimpiangendo quel periodo: i loro padroni li compravano, vendevano o ammazzavano; avevano, insomma, diritto di vita o di morte su di loro.

Ecco il meraviglioso mondo all’olezzo di  maschio alfa che ci siamo costruiti. Tenendo naturalmente e doverosamente distinti, i profili del movente di gelosia dal delirio di gelosia.

 

(11 dicembre 2020)

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