E con il distanziamento dalla stupidità e la mascherina alle idiozie come la mettiamo?

di Daniele Santi #Covid19 twitter@gaiaitaliacom #Lopinione

 

Dunque gli Italiani si sono nuovamente accorti che c’è una cosa chiamata Covid-19. Ancora non hanno capito che non è colpa dei politici italiani o dei cinesi. Si tratta di un virus il cui mestiere è quello di propagarsi al meglio delle sue possibilità per replicarsi a discapito dell’ambiente circostante. E in questo non è molto differente dagli esseri umani che manifestano lo stesso disprezzo per la vita altrui di qualsiasi altro virus.

Al Covid-19 va ascritto un merito innegabile. Quello di avere palesata (non ce n’era bisogno, ma ce l’ha chiarito) la profonda idiozia nella quale galleggiamo, la cui minima onda rischia di farci soffocare. In questo immenso mare di stupidità navigano le immonde manifestazioni di odio cui abbiamo assistito negli ultimi giorni, e le altrettanto disgustose dichiarazioni di troppi di coloro che paghiamo migliaia di euro al mese per governare e che passano il tempo gridando idiozie, senza lavorare a nessun progetto di futuro per i sessanta milioni di Italiani che dicono di voler governare.

Salvini è riuscito a dire che si aspetta la “psico-polizia” così la chiama, nelle case degli italiani, quando era il suo partito che nell’aprile 19 proponeva la delazione istituzionalizzata in pieno stile sovietico, e si presenta nelle manifestazioni pubbliche il giorno dopo il DPCM senza mascherina; Meloni grida in parlamento chiedendosi “se le mascherine saranno obbligatorie anche per gli spacciatori nigeriani che si muovono per la strade italiane” dimenticandosi degli arresti per camorra di (sempre troppi, anche se fossero uno) esponenti del suo partito e che è dalle mafie che viene il traffico di stupefacenti che trova poi terreno fertile nel piccolo spaccio dei nigeriani senza mascherina, come lei li chiama.

Tutti sembrano volersi dimenticare che nei mesi scorsi ci sono state ferie all’insegna del liberi-tutti perché bisogna pur mandarli da qualche parte a spendere i soldi che si sono guadagnati; discoteche piene, gente sudaticcia a contatto, nessun distanziamento sociale, gestori-briatori furiosi col governo che voleva si rispettassero le regole e la Sardegna, con la sua giunta, che minacciava querele se si fosse detto che nell’Isola c’era Covid-19; elezioni a tutti i costi, quando si sarebbero potute ulteriormente rimandare, che almeno hanno avuto il merito di spezzare ulteriormente le gambe al populismo neosovietico e pericoloso del Tribuno leghista; si è dato il permesso a manifestazioni contro la “dittatura sanitaria” di gente che la dittatura la vorrebbe sul serio, ma sulla pelle degli italiani e non in nome della salute pubblica, ma dei cazzi loro. Erano tutti senza mascherina, questi incoscienti.

In mezzo a tutto questo si è persino riusciti ad avere un governo-ombra dei neofascisti di Forza Nuova sul quale è caduto uno spaventoso e pericolosissimo velo di silenzio.

Oggi, 15 ottobre, avvertiamo scricchiolii che sanno di lockdown lontano chilometri, abbiamo le terapie intensive strapiene in Campania e dalla Liguria annunciano la chiusura di esercizi alimentari nelle ore notturne e di macchinette automatiche dispensatrici di cibo e bevande [sic], mentre la radio di Confindustria – l’unica radio che riesce ad andare in onda 24 al giorno senza dire praticamente nulla (e trattasi di talk-radio) – che intervista una che organizza matrimoni che parla di gente che si rivolgerà alle Cariats perché il linguaggio morigerato e prudente è simbolo dei nostri tempi.

Dunque in tempi di distanziamento, mascherine e grida sguaiate e senza senso, la domanda è una sola: quando e come riusciremo a distanziarci – e definitivamente – dalla nostra spaventosa idiozia?

 

(15 ottobre 2020)

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