Quando del benessere dell’elettorato a cui ti vendi mentendo non te ne frega niente

di Giovanna Di Rosa #Lopinione twitter@gaiaitaliacom #Politica

 

Si ha la sensazione che una buona parte di elettori si siano risvegliati alla necessità di ricominciare a scoprire un voto che non gridi al colpevole, ma sensatamente cerchi di occuparsi dei reali problemi della comunità alla quale si rivolge, ferma restante la necessaria e purtroppo inevitabile, dose di propaganda con la quale si condiscono i discorsi, i comizi, i social, i comunicati, i giornali.

Non si spiegherebbe altrimenti la ribellione nei confronti del segretario-mangione che si è divorato un buon 15% di punti percentuali nei voti reali, rispetto alle intenzioni di voto; non si spiegherebbe altrimenti la caduta leghista in quel di Saronno – venti punti persi dal primo turno al ballottaggio; non si spiegherebbe altrimenti l’affermarsi di facce nuove, e soprattutto facce giovani, in un panorama politico dominato dalle plastiche dell’ultra 80enne Primate di Arcore e dai suoi cloni.

Questa politica morente ha basato tutto su una gigantesca presa per il culo. Ha venduto ad un elettorato credulone, la cui mente è stata deformata da programmi elettorali televisivi conditi da trasmissioni per analfabeti, nei quali conta chi grida di più e dove, ad arte, è stato fatto apparire il colpevole come la vittima, ribaltando nei fatti la percezione di ciò che è giusto e ciò che non lo è. L’operazione è servita per fare passare messaggi falsi che ciò che dicevano realmente era “votateci così che possiamo farci esclusivamente i cazzi nostri”, mentre raccontavano di milioni di posto di lavoro, della famiglia tradizionale (quella nella quale il padre è un puttaniere, picchia la moglie ed ha l’amante, in perfetto stile patriarcale), di risoluzione miracolistica dei problemi nello stile del ghe pensi mi che all’Italiano medio (e mediocre) piace tanto. Toglietegli un problema, quello di assumersi una responsabilità, e l’taliano voterà anche Lucifero in persona. Convinto di fare bene.

Parrebbe, ad una prima superficialissima analisi, che l’Italia si sia desta, e che il vituperato giovinume di salotti mangerecci – mangerecci per estensione – e di onnivori bufali ruminanti denari, possibilità, leggi e futuro altrui, non ne vogliano più sapere. Sembra un bel segno che, se mantenuto, potrebbe far uscire l’Italia dal Medio Evo nel quale si è cacciata con il voto all’ex-Cavaliere che, quasi trenta anni dopo, continua a governare l’Italia nonostante sia ormai all’epilogo con i suoi vassali, vassallini e valvassori (ed un lunghissimo stuolo di stipendiati leccaculo).

La nuova politica, ha il dovere morale di chiudere quella lunghissima storia lì, di farlo in fretta e di creare le condizioni perché una simile iattura non si ripeta più.

 

(8 ottobre 2020)

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