di Redazione Scandiano
Il percorso di una persona attraverso la fama, parola quanto mai controversa, può diventare una parabola nella quale più persone possono riconoscersi: la vita delle persone, generalmente, consiste nel sopravvivere lasciandosi dietro macerie. Tutto questo è terribile, ma fa anche ridere. La parte che fa ridere è quella non ancora del tutto compromessa con un sistema tarato per appiattire tutto, per rendere tutto omogeneo e inoffensivo. Mentre il successo, che da fuori sembra spensierato e piacevole, da dentro è terribile come tutto il resto, anche se in modo diverso. E poi, infine, c’è il teatro.
L’Ausl RE avverte su SMS fraudolenti
L'Azienda USL IRCCS di Reggio Emilia informa che alcuni cittadini hanno riferito di aver ricevuto un SMS che... →
Uno spettacolo che nasce da un’amicizia lunga venticinque anni su trentacinque, quella tra Lodo Guenzi e il regista Nicola Borghesi che hanno lavorato sull’autobiografia di una persona abbastanza famosa, Lodo, il che la rende da una parte potenziale oggetto di interesse per un numero maggiore di persone, dall’altra aumenta la diffidenza per il genere, dall’altra ancora permette di vedere dall’interno posti, come Sanremo o X-Factor, che di solito si vedono nella loro versione confezionata per il pubblico.
giovedì 9 marzo ore 21
Uno spettacolo divertentissimo
che non finisce assolutamente con un suicidio
di Nicola Borghesi e Lodo Guenzi
consulenza drammaturgica Daniele Parisi e Gioia Salvatori
con Lodo Guenzi
Brescia, possibile caso di infezione da virus zika
Nelle giornate di martedì 18, mercoledì 19 e giovedì 20 agosto il Comune di Brescia metterà in campo... →
(6 marzo 2023)
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