Da 10 giorni, era stata sottoposta alla misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento alla madre. Si tratta di una donna di 31 anni, che da oltre 10 anni, spinta dalla morsa della tossicodipendenza, ha trasformato la vita della madre in un inferno quotidiano fatto di umiliazioni, violenze fisiche e continue estorsioni, anni di angherie, in cui la vittima era arrivata al punto di dover sbarrare le porte delle stanze e barricarsi in casa per sfuggire alla furia della figlia, capace di trasformare ogni rifiuto di denaro in un’occasione di aggressione e minaccia, fino all’ultimo più grave episodio risalente all’inizio del 2026, quando durante un alterco per le chiavi dell’auto, la giovane ha spinto la madre facendole sbattere violentemente la testa contro un muro.
Gravi condotte che hanno ingenerato nella madre, vittima, un perdurante e grave stato d’ansia e di paura ed un fondato timore per la propria incolumità. L’indagata, residente in un comune della bassa reggiana, si sarebbe macchiata di una serie di condotte illecite per le quali, al termine delle indagini, i Carabinieri della Stazione di Gualtieri, a cui la donna si era rivolta l’avevano denunciata alla locale Procura della Repubblica per il reato di maltrattamenti in famiglia ed estorsione.
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Leggi l'articolo →La Procura reggiana, diretta dal Procuratore Capo Calogero Gaetano Paci, condividendo con le risultanze investigative dei Carabinieri di Gualtieri, aveva immediatamente richiesto e ottenuto dal GIP del Tribunale di Reggio Emilia, l’applicazione nei confronti della 31enne delle misure cautelari personali, dell’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, prescrivendogli di non avvicinarsi all’abitazione del padre e ai luoghi dallo stesso frequentati mantenendo una distanza di 1000 metri e di non comunicare in qualsiasi modo e con qualsiasi mezzo con le persone offese, disponendo l’applicazione del braccialetto elettronico. Le indagini hanno portato alla luce una realtà drammatica fatta di umiliazioni, insulti pesanti e aggressioni fisiche iniziate già nel 2011.
La 31enne alla luce della flagranza del reato di violazione del divieto di avvicinamento veniva pertanto arrestata e posta a disposizione della Procura reggiana. Il procedimento, in fase di indagini preliminari, proseguirà per i consueti approfondimenti investigativi al fine delle valutazioni e determinazioni inerenti all’esercizio dell’azione penale.
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(20 febbraio 2026)
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