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“Dobbiamo controllare i soldi”. L’anziano non ci casca e chiama i Carabinieri: denunciati due ventenni di Napoli

I due – identificati in un 26enne e un 27enne, entrambi residenti a Napoli e già noti alle forze dell'ordine per analoghi precedenti – sono stati fermati e accompagnati in caserma [.....]
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Botte e minacce di morte alla compagna: denunciato un 37enne e divieto di avvicinamento

Dall’estate dell’anno scorso l’indagato, un 37enne, avrebbe posto in essere gravi condotte maltrattanti nei confronti della moglie. Spinto da una gelosia ossessiva e dal sospetto infondato di presunti tradimenti, l’uomo avrebbe sottoposto la vittima a quotidiane violenze fisiche e verbali. Gravi minacce – “ti spezzo il collo in tre secondi” – erano spesso accompagnate da abituali comportamenti aggressivi anche davanti alla figlia minore. Maltrattamenti fisici e psicologici nei confronti della moglie convivente a seguito dei quali, al termine delle indagini, i carabinieri in forza alla stazione di Quattro Castella, a cui la donna nel corso di una sofferta deposizione ha raccontato i fatti, hanno denunciato alla Procura di Reggio Emilia diretta dal Procuratore Calogero Gaetano Paci un 37enne dell’Est Europa residente a Quattro Castella.

La Procura della Repubblica preso il Tribunale di Reggio Emilia, condividendo con le risultanze investigative dei Carabinieri della stazione di Quattro Castella ha richiesto e ottenuto dal GIP del Tribunale di Reggio Emilia, l’applicazione nei confronti dell’uomo della misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare con l’applicazione del divieto di avvicinamento alla vittima, ed ai suoi stretti congiunti, prescrivendogli di non avvicinarsi all’abitazione della donna e ai luoghi dalla medesima frequentati mantenendo una distanza di 5000 metri e di non comunicare con qualsiasi mezzo e in qualsiasi modo con la persona offesa. Misura a cui è seguita l’applicazione del braccialetto elettronico.

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Il provvedimento di natura cautelare che è stato eseguito dai carabinieri della stazione di Quattro Castella che hanno condotto le indagini. Dalle risultanze investigative sarebbe emerso dagli atti, le condotte vessatorie avrebbero avuto inizio almeno dall’agosto 2025, alimentate da una patologica gelosia dell’indagato. L’uomo è accusato di aver sottoposto la compagna a minacce di morte verbali e sistematiche, proferite anche in presenza della figlia minore, aggressioni fisiche documentate, tra cui episodi in cui la vittima è stata afferrata per il collo, colpita con un telefono cellulare alla tempia e spinta a terra, riportando lesioni medicate dai sanitari a cui ha fatto ricorso per le cure, vessazioni psicologiche e controllo economico, consistenti in offese gratuite e negligenza nel contribuire alle necessità del nucleo familiare.

 

 

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(13 aprile 2026)

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