Per mesi è stata oggetto di offese, via social e molestie anche di persona da parte di un uomo. Per questi motivi, con l’accusa di diffamazione e molestie, i carabinieri della stazione di Carpineti hanno denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Emilia, diretta dal procuratore Calogero Gaetano Paci, un 40enne senza fissa dimora, a seguito delle indagini scaturite dalla denuncia presentata da una donna di 28 anni residente a Carpineti.
L’attività investigativa ha preso il via a seguito della formale querela presentata dalla vittima, la quale ha dettagliato una prolungata sequenza di episodi persecutori e denigratori subiti nel corso degli ultimi mesi. Secondo quanto ricostruito dai militari dell’Arma, la condotta delittuosa dell’uomo si sarebbe protratta in un arco temporale compreso tra la fine di settembre del 2025 e il mese di giugno scorso. Nello specifico, il 40enne avrebbe fatto un uso sistematico e reiterato di diversi social network, utilizzando molteplici profili a lui riconducibili per lanciare attacchi denigratori contro la giovane donna. Attraverso la pubblicazione e la diffusione capillare di post ed espressioni fortemente offensive, l’indagato ha attuato una vera e propria campagna diffamatoria deliberatamente orientata a lederne l’onore, il decoro e la reputazione personale e professionale. Tuttavia, le condotte moleste non si sono limitate alla sfera virtuale.
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L’uomo ha infatti trasferito le sue attenzioni indesiderate nel mondo reale, cogliendo l’occasione di occasionali ed incontri casuali nelle vie e nelle piazze del comune di Carpineti per rivolgere alla vittima atteggiamenti molesti e pressanti, creando un clima di forte disagio. Al termine di un’attenta attività di riscontro informatico e di verifica sul territorio, i Carabinieri della Stazione di Carpineti sono riusciti a risalire all’esatta identità del presunto autore delle offese, già noto alle forze dell’ordine per precedenti di polizia.
Riconosciuta la gravità e la continuità dei presunti comportamenti illeciti compiuti, i militari hanno provveduto a deferire l’uomo in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria reggiana per i reati commessi.
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(14 settembre 2029)
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