E poi ci sono quelli che contestano i dati ufficiali del Viminale. O del dire basta alla dittatura dell’ignoranza

di G.G. #Lopinione twitter@gaiaitaliacom #Politica

 

Una costante dell’enorme flusso di post su Twitter e Facebookdei giorni scorsi, molti di questi composti da politologi che oggi saranno esperti di ciclismo femminile, domani di quello maschile – scriviamo nelle giornate dei Mondiali di Ciclismo ad Imola – pronti a lasciare il posto al loro essere anche arbitri, allenatori e centrocampisti, che se la prendevano con i dati definitivi del Viminale colpevoli di attriburie percentuali non credibili ai partiti. Proprio così, percentuali non credibili.

In generale quelli del PD se la prendevano coi dati di Italia Viva i quali se la prendevano coi dati del PD con l’estrema destra che se la prendeva con gli avversari di sinistra e centrosinistra, insomma l’ennesima agghiacciante dimostrazione di ignoranza del popolo votante che anziché pensare a come vota prima e a quali conseguenze avrà il suo voto, perde il suo tempo a delegittimare i voti ufficiali del Viminale, quelli ufficiali, non i nostri, nel dopo-elezioni.

Siamo nel pieno della dittatura dell’ignoranza. Nel pieno dell’oscuramento da rabbia sociale che impedisce di avere le idee chiare prima, non perché i partiti ce la raccontano, ma perché preferiamo farci trasportare dalle emozioni e dalle nostre viscere anziché scegliere un voto che serva al paese e, dopo l’ennesima delusione perché non ha vinto chi vogliamo noi e non chi può servire di più al nostro futuro (se la politica ci sfrutta, perché non cerchiamo di sfruttarla a nostra volta?) cosa facciamo? Ci mettiamo a contestare i dati ufficiali del Viminale. Siamo al ridicolo.

Coloro che hanno votato sì al referendum si sono presi la briga di valutare oggettivamente che cosa significa quel “sì” al referendum nelle condizioni attuali e a cosa porterà quel “sì” grazie a questo governo di scappati di casa uno dei cui leader (esterno al governo) dice che “i parlamentari andrebbero sorteggiatI”? I “No” in questo caso hanno argomentato in maniera più approfondita.

Ma non vi sembra bizzarro che la maggioranza degli Italiani abbia votato sì alla stessa proposta lanciata nel 2016 da Matteo Renzi che fu sconfitta più o meno con la stessa percentuale di “no” che oggi sono diventati “sì”? Non vi sembra bizzarro che tutti i partiti che per ben tre anni hanno detto “No” alla riforma si siano improvvisamente convertiti al “Sì” lasciando poi, a parole, libertà di scelta ai loro elettori.

Vedete, in mezzo a tutto questo casino, mentre uno dei più votati partiti d’Italia -a ma solo nelle intenzioni di voto – sta saltando in aria tra inchieste giudiziarie, scandali finanziari, presidenti di regione indagati, segretario sotto processo (e sotto tutela dal suo stesso partito), assessori in affari con la Russia; quel partito che con più violenza punta il dito contro il sistema corrotto e che più di ogni altro, insieme a quegli altri che vanno sempre più a destra, aizza le folle contro la politica corrotti, quello stesso partito vi acceca con continue distrazioni di massa per farvi perdere lucidità. Questa è la natura perversa del potere contro le quali ci sono poche armi: tra quelle l’approfondimento e la cultura. E soprattutto l’evitare di votare con la pancia.

Altrimenti poi non resterà altro che contestare i dati ufficiali del Viminale. E farlo sui social. Abbiamo l’impressione che si possa obbligare la politica a qualcosa di meglio. E chiedere di più alla vita, of course.

 

(26 settembre 2020)

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