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Matteo Salvini vuole la “marcia su Catania” per “la Libertà” (la sua)

di Giancarlo Grassi #Firenze twitter@firenzenewsgaia #Politica

 

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A Firenze con la sua compagnuccia Ceccardi, quella scelta per perdere anche la Toscana dopo avere perso l’Emilia-Romagna, quella che nemmeno si è doimessa da europarlamentare certa com’è di non vincere, Matteo Salvini, prova vivente della profonda saggezza della Commedia dell’Arte nel tratteggiare i suoi caratteri, ha lanciato l’ennesima proposta politica che servirà all’Italia del futuro: la marcia su catania in occasione del suo processo.

Trasformare il suo processo in una festa del la Libertà, questo è il suo obbiettivo. Perché nella narrazione salviniana in Italia non c’è libertà, per questo lui può permettersi di andare in giro per l’Italia con lo stipendio da Senatore, raccontare quello che gli passa per la testa come se avesse un senso, imbonire le folle di stupidaggini estremiste: proprio perché in Italia non c’è libertà. ça smargiassata è poi culminata nell’annuncio di una ” tre giorni di dibattiti con esponenti anche a livello internazionale sulle libertà, educativa, di cura, di pensiero, di impresa, di parola”, perché c’è bisogno di esperti “anche” [sic] a livello internazionale,, non basta quel che dice lui.

Dunque nel pensiero salviniano “Catania sarà invasa da tantissimi italiani per bene”, che saranno quelli che andranno lì per lui, ergo coloro che ora già ci abitano non sono italiani perbene? E’ una domanda alla quale andrebbe data risposta articolata e non una libera traduzione del non-pensiero del tribuno del selfie.

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Nella Commedia dell’Arte la maschera del Capitano è quella che tra smargiassate e palesi bugie, gridando con voce tonante, muove passi apparentemente lunghissimi che non lo fanno muovere di un centimetro dal luogo in cui si trova. Ecco, mai l’appellativo di Capitano fu dato ad essere umano più adatto, trionfante nella sua totale inconsistenza.

Cosa dite? Ha parlato di programmi per la Toscana? Il problema è che poi i programmi tocca trasformarli in azioni e vanno realizzati. Per farlo ci vorrebbe un governatore, mica Susanna Ceccardi.

 

(30 agosto 2020)

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