Nella tarda serata di ieri, i Carabinieri della Stazione di Sant’Ilario d’Enza e Quattro Castella su richiesta di una donna di sono precipitati presso la sua abitazione essendo stata segnalata la presenza del marito. L’uomo, che si trovava sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari in provincia di Parma con il tassativo divieto di comunicare con la consorte, ha violato gli obblighi per presentarsi nuovamente sotto l’abitazione familiare. Per questi motivi, con l’accusa di evasione i Carabinieri della stazione di Sant’Ilario d’Enza collaborati dai colleghi di Quattro Castella arrestato un cinquantunenne domiciliato in provincia di Parma, ristretto al termine delle formalità di rito a disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Emilia, diretta dal Procuratore Capo Dott. Calogero Gaetano Paci. Il procedimento, in fase di indagini preliminari, proseguirà per i consueti approfondimenti investigativi al fine delle valutazioni e determinazioni inerenti all’esercizio dell’azione penale.
La vicenda giudiziaria dell’uomo era cominciata domenica pomeriggio 15 giugno, quando i Carabinieri erano dovuti intervenire d’urgenza presso l’abitazione familiare a Sant’Ilario d’Enza a seguito della disperata chiamata del figlio della coppia. Il giovane aveva segnalato l’atteggiamento estremamente minaccioso e pericoloso del padre. Al loro arrivo, i militari avevano trovato il cinquantunenne in un forte stato di alterazione psicofisica, dovuto all’abuso di alcol e probabilmente di sostanze stupefacenti, caratterizzato da improvvisi attacchi d’ira e un linguaggio sconnesso. La successiva ricostruzione dei fatti aveva portato alla luce uno scenario di particolare violenza: a seguito del rifiuto della moglie di consegnargli del denaro (richiesto con insistenza anche via chat), l’uomo aveva reagito devastando l’appartamento. Prima dell’arrivo delle forze dell’ordine, l’aggressore era riuscito a distruggere la porta della cucina, la maniglia di un corridoio, il televisore e persino il letto matrimoniale, scagliando infine una sedia contro la moglie, colpendola al braccio e causandole vistose ecchimosi. Le indagini avevano poi svelato un incubo che durava da almeno tre anni.
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Nonostante un precedente intervento dei militari nel 2025 per minacce di morte e una denuncia sporta dalla donna già nel 2018, la vittima non aveva più trovato il coraggio di denunciare per il forte timore di ritorsioni. In quella circostanza, il cinquantunenne era stato arrestato per maltrattamenti in famiglia e condotto in carcere. Successivamente, l’uomo era riuscito a ottenere la misura meno afflittiva degli arresti domiciliari, da espiare presso un’abitazione della provincia di Parma.
Il Tribunale di Reggio Emilia, tramite un’ordinanza emessa il 22 giugno su richiesta della Procura reggiana, gli aveva imposto precise e stringenti prescrizioni: l’obbligo di non allontanarsi dal domicilio parmense oltre le ore 22:15 e il divieto assoluto di interposta persona, nonché il divieto di comunicare attraverso qualsiasi mezzo telefonico o telematico con la moglie. Prescrizioni che sono state totalmente ignorate nella tarda serata di ieri, lunedì 29 giugno. Intorno alle ore 22:30, infatti, la moglie ha dovuto chiamare nuovamente il 112 poiché il marito si era presentato sotto la vecchia casa di via 25 Luglio a Calerno, suonando insistentemente al citofono. I Carabinieri di Sant’Ilario d’Enza, supportati dai colleghi della stazione di Quattro Castella, sono accorsi immediatamente sul posto. Mentre la donna indicava dalla finestra la presenza del marito, un camion si è fermato davanti allo stabile. Dal mezzo è sceso proprio il cinquantunenne che, avvicinandosi ai militari, ha giustificato l’evasione con la banale scusa di dover recuperare un nuovo telefono cellulare. Alla luce degli elementi di presunta responsabilità acquisiti l’uomo è stato immediatamente bloccato e dichiarato in stato di arresto per evasione.
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